La UNI EN 1176 non riguarda infatti soltanto il singolo gioco. Entra in relazione con aspetti come altezza libera di caduta, spazi di sicurezza, superfici di impatto, ancoraggi, manutenzione e ispezioni periodiche, tutti elementi che concorrono alla corretta progettazione e gestione di un parco giochi pubblico.
Che cos’è la norma UNI EN 1176 e cosa disciplina
La UNI EN 1176 è una famiglia di norme tecniche europee dedicate alle attrezzature installate permanentemente nelle aree gioco. La Parte 1 contiene i requisiti generali di sicurezza e i relativi metodi di prova, mentre altre parti affrontano le caratteristiche specifiche delle diverse tipologie di attrezzatura.
Esistono quindi prescrizioni specifiche per altalene, scivoli, giostre, dondoli, funivie, reti tridimensionali e strutture da gioco chiuse. Questo è un aspetto importante soprattutto nella predisposizione di un capitolato: indicare genericamente che un prodotto deve essere conforme alla EN 1176 può non essere sufficiente, perché per molte attrezzature occorre considerare anche la parte specifica della norma applicabile.
Un’altalena, ad esempio, deve essere valutata rispetto ai requisiti generali della Parte 1 e a quelli dedicati alle altalene; allo stesso modo, uno scivolo deve rispondere alle prescrizioni generali e a quelle specifiche previste per questo tipo di attrezzatura.
Per chi progetta un’area pubblica significa ragionare su una conformità puntuale, collegata alla tipologia di gioco scelta, e non su una semplice dichiarazione commerciale riportata in catalogo.
La UNI EN 1176 è obbligatoria nei parchi giochi pubblici?
Uno dei dubbi più frequenti riguarda il rapporto tra UNI EN 1176 e normativa dei parchi giochi pubblici. Le norme UNI sono, in linea generale, norme tecniche volontarie: non sono leggi e non diventano automaticamente obbligatorie soltanto perché pubblicate.
La situazione cambia però quando una norma viene richiamata espressamente all’interno di un capitolato, disciplinare di gara, contratto o progetto tecnico. In quel momento i requisiti indicati diventano parte delle condizioni della fornitura e il prodotto proposto deve dimostrare di possedere le caratteristiche richieste.
Per un Comune, richiamare la UNI EN 1176 consente inoltre di adottare un riferimento tecnico riconosciuto nella valutazione di aspetti che difficilmente potrebbero essere descritti uno per uno all’interno del capitolato: stabilità delle strutture, rischio di intrappolamento, protezioni dalle cadute, distanze di sicurezza, materiali, fondazioni e modalità di installazione.
Il vantaggio è soprattutto operativo. Una gara impostata su requisiti tecnici chiari permette di confrontare offerte sulla base di parametri verificabili e riduce le ambiguità durante la fase di consegna e montaggio.
Certificazione giochi parco: cosa deve chiedere realmente il Comune
Sul mercato si incontrano spesso formule come “gioco certificato EN 1176” oppure “attrezzatura omologata”. Dal punto di vista tecnico, però, è preferibile parlare di conformità alla norma e della documentazione utilizzata per dimostrarla.
La cosiddetta omologazione dei giochi per bambini non va confusa con la certificazione o con la verifica di conformità. Prima dell’acquisto è opportuno controllare che i documenti presentati facciano riferimento esattamente al modello offerto, identificato tramite nome, codice o altra indicazione univoca, e che riportino le parti della norma applicabili.
Un certificato generico riferito a una famiglia di prodotti, senza un chiaro collegamento con l’attrezzatura proposta, offre infatti meno garanzie rispetto a una documentazione che consenta di ricondurre con precisione il risultato delle verifiche al modello effettivamente installato.
Quando presente, una certificazione rilasciata da un organismo indipendente rappresenta quindi un elemento utile per l’ufficio tecnico, purché sia sempre possibile verificare l’oggetto della certificazione, il prodotto coinvolto e il riferimento normativo.
Nel catalogo DelucArredi sono presenti diverse attrezzature per parchi gioco accompagnate da informazioni tecniche e indicazioni relative alla conformità EN 1176, utili anche nella fase preliminare di valutazione del progetto.
Quali documenti chiedere al fornitore nel capitolato
Un Comune dovrebbe evitare di rinviare la verifica documentale al momento della consegna. Molte delle informazioni necessarie servono infatti prima, perché incidono sulla progettazione, sul computo metrico e sulla valutazione economica della fornitura.
La scheda tecnica del gioco dovrebbe indicare almeno dimensioni, età consigliata, altezza libera di caduta, ingombro massimo, spazio minimo richiesto e superficie dell’area di impatto. A queste informazioni è opportuno affiancare i documenti relativi alla conformità alla UNI EN 1176, le istruzioni di montaggio, i sistemi di ancoraggio e le indicazioni sulle fondazioni.
Altrettanto utili sono i disegni tecnici con le zone di sicurezza, le informazioni sui materiali, i trattamenti protettivi, le modalità di manutenzione e l’eventuale disponibilità dei ricambi. Se il progetto comprende superfici antitrauma, il fornitore dovrebbe inoltre fornire i dati necessari a verificare l’idoneità della pavimentazione rispetto all’altezza di caduta prevista.
Una documentazione completa consente al tecnico comunale di individuare prima dell’acquisto eventuali incompatibilità tra il prodotto e lo spazio disponibile. È molto diverso, ad esempio, sapere che una struttura misura tre metri rispetto a sapere che richiede un’area di sicurezza di cinquanta metri quadrati: il secondo dato condiziona realmente la progettazione del parco.
EN 1176 e altezza libera di caduta: perché questo valore è così importante
Tra i dati che meritano maggiore attenzione c’è l’altezza libera di caduta, spesso indicata nelle schede tecniche con l’espressione inglese “free height of fall”.
Questo valore non coincide necessariamente con l’altezza totale della struttura. Una torretta può raggiungere diversi metri ma avere una piattaforma utilizzabile molto più bassa; allo stesso modo, nel caso di altalene e altre attrezzature dinamiche, l’altezza libera di caduta viene determinata secondo criteri specifici previsti dalla normativa.
Il dato è particolarmente importante perché condiziona la scelta della superficie di impatto. Più elevata è la potenziale altezza di caduta, maggiori sono le prestazioni che devono essere richieste alla pavimentazione o al materiale utilizzato nell’area sottostante.
Per questo motivo non è consigliabile acquistare prima i giochi e decidere soltanto dopo quale pavimentazione utilizzabile. Attrezzatura e superficie dovrebbero essere considerate contemporaneamente, perché fanno parte dello stesso sistema di sicurezza e incidono entrambe sul costo complessivo dell’intervento.
Pavimentazione antitrauma e UNI EN 1177: come si collega alla EN 1176
Accanto alla UNI EN 1176 entra spesso in gioco la UNI EN 1177, dedicata alle superfici delle aree da gioco capaci di attenuare l’impatto in caso di caduta.
La presenza di una pavimentazione definita genericamente “antitrauma” non è sufficiente a dimostrare che la superficie sia adatta a qualsiasi attrezzatura. Occorre verificare quale altezza critica di caduta può supportare e confrontarla con quella associata al gioco che verrà installato.
Una superficie in gomma colata, una piastra prefabbricata o un materiale naturale sciolto devono quindi essere scelti sulla base delle loro effettive prestazioni e non soltanto considerando spessore, colore o costo al metro quadrato.
Per un Comune questo passaggio ha anche un impatto economico. Una struttura caratterizzata da un’altezza di caduta maggiore può richiedere una pavimentazione più performante e, di conseguenza, più costosa. Limitarsi a confrontare il prezzo delle attrezzature rischia quindi di produrre una valutazione incompleta: ciò che conta è il costo complessivo dell’area gioco, comprensivo di preparazione del terreno, fondazioni e superficie di sicurezza.
Quanto spazio di sicurezza serve intorno a un gioco
Un altro dato che non dovrebbe mai mancare nelle schede tecniche è lo spazio minimo di installazione. Anche in questo caso non coincide con l’ingombro fisico dell’attrezzatura.
Una struttura larga due metri, ad esempio, può richiedere un’area sensibilmente più ampia per garantire le necessarie distanze di sicurezza. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle altalene e nei bilici, dove il movimento dell’utilizzatore deve essere considerato anche nella definizione della zona libera davanti e dietro all’attrezzatura.
La stessa attenzione va dedicata agli scivoli, alle giostre e alle strutture caratterizzate da movimenti obbligati. In questi casi la zona di sicurezza deve essere progettata considerando non soltanto la possibile caduta, ma anche la traiettoria dell’utilizzatore.
Quando si disegna la planimetria di un parco è quindi necessario valutare anche le interferenze con panchine, cestini, recinzioni, alberature, cordoli, percorsi pedonali e altre attrezzature. Un gioco conforme alla norma può essere installato in modo scorretto se non vengono rispettate le distanze previste.
Un gioco certificato può diventare non conforme dopo il montaggio?
La risposta è sì. La corretta documentazione del prodotto rappresenta soltanto il punto di partenza. Un’attrezzatura progettata e verificata secondo la UNI EN 1176 può perdere le proprie condizioni di sicurezza se viene installata in maniera diversa rispetto a quanto previsto dal produttore.
Ancoraggi inadeguati, fondazioni affioranti, quote del terreno errate, pavimentazioni insufficienti o distanze di sicurezza ridotte possono compromettere la corretta configurazione dell’area.
È quindi utile prevedere nel capitolato anche le modalità di installazione e, quando opportuno, una verifica dell’area dopo il montaggio. Questo consente di controllare non soltanto che il prodotto consegnato corrisponda a quello ordinato, ma anche che il risultato finale rispetti le condizioni previste dal progetto.
La sicurezza di un parco giochi nasce infatti dall’insieme di più elementi: attrezzatura, terreno, fondazioni, pavimentazione, distanze e posa in opera. Valutare una sola di queste componenti non permette di giudicare correttamente l’intervento.
UNI EN 1176 e manutenzione: cosa succede dopo l’apertura del parco
La gestione di un’area ludica non termina con l’inaugurazione. La serie UNI EN 1176 affronta anche il tema delle ispezioni e della manutenzione periodica, indispensabili per individuare usura, danneggiamenti e possibili situazioni di rischio.
Nella gestione ordinaria vengono generalmente distinti diversi livelli di controllo. L’ispezione visiva serve a individuare rapidamente problemi evidenti, come parti rotte, vandalismi, rifiuti pericolosi o anomalie della superficie. La sua frequenza dipende dall’utilizzo del parco e dal contesto in cui è inserito: un’area molto frequentata può richiedere verifiche più ravvicinate.
L’ispezione operativa permette invece di valutare in maniera più approfondita stabilità, funzionamento e usura dei componenti, mentre la verifica principale annuale prende in considerazione lo stato complessivo della struttura, delle fondazioni e delle superfici.
Per il Comune è quindi utile ricevere fin dall’inizio anche le indicazioni relative alla manutenzione programmata, alla sostituzione dei componenti e alla disponibilità dei ricambi. Un gioco acquistato soltanto sulla base del prezzo iniziale potrebbe rivelarsi meno conveniente nel tempo se presenta componenti difficili da reperire o richiede interventi frequenti.
Cosa inserire in un capitolato per giochi da parco pubblico
Un capitolato efficace dovrebbe permettere di capire senza ambiguità quali caratteristiche tecniche sono richieste e quali documenti l’offerente dovrà presentare.
Oltre alla conformità alla UNI EN 1176-1 e alle parti specifiche applicabili, è opportuno richiedere schede tecniche, dimensioni, altezza libera di caduta, aree di sicurezza, caratteristiche dei materiali, modalità di ancoraggio e indicazioni di manutenzione.
Quando prevista, anche la superficie antitrauma dovrebbe essere descritta facendo riferimento alle prestazioni richieste e non esclusivamente allo spessore o alla tipologia di materiale.
Vale inoltre la pena specificare già in gara quali documenti dovranno essere consegnati al termine dell’installazione e quali eventuali verifiche saranno effettuate prima dell’apertura dell’area.
Questo approccio consente di confrontare proposte realmente omogenee e di evitare che un’offerta apparentemente più economica comporti successivamente maggiori costi per fondazioni, pavimentazioni o adattamenti del terreno.
Come scegliere giochi EN 1176 per un parco comunale
La prima verifica dovrebbe riguardare sempre la disponibilità di dati tecnici chiari e documentazione facilmente consultabile. La scelta può poi essere approfondita considerando fascia d’età, capacità di utilizzo, materiali, accessibilità, attività ludiche offerte e caratteristiche dello spazio disponibile.
Nel catalogo DelucArredi, le sezioni dedicate ai giochi per aree pubbliche permettono di confrontare diverse soluzioni con caratteristiche, misure e informazioni tecniche utili alla progettazione. La presenza di dati come spazio minimo, altezza di caduta e area di impatto consente al progettista di capire rapidamente quali modelli possono essere inseriti nell’area disponibile senza dover intervenire successivamente con modifiche sostanziali.
Per un Comune, acquistare un gioco conforme alla UNI EN 1176 rappresenta quindi soltanto una parte del lavoro. La vera qualità del progetto dipende dalla capacità di mettere insieme attrezzatura, pavimentazione, posa, spazi di sicurezza e manutenzione in un sistema coerente.
È questa valutazione complessiva, molto più del semplice prezzo del prodotto, che permette di realizzare un’area ludica sicura, gestibile nel tempo e tecnicamente più semplice da controllare.