Pavimentazione antitrauma e altezza di caduta libera

Che cos’è l’altezza libera di caduta di un gioco?

La UNI EN 1176-1:2024 definisce l’altezza libera di caduta come la maggiore distanza verticale tra il punto chiaramente destinato a sostenere il corpo dell’utilizzatore e l’area d’impatto sottostante. La norma è attualmente in vigore dal 1° febbraio 2024 e disciplina i requisiti generali di sicurezza delle attrezzature e delle superfici delle aree da gioco pubbliche.

In termini pratici, quindi, l’altezza libera di caduta rappresenta la quota dalla quale un utilizzatore potrebbe cadere durante l’uso previsto dell’attrezzatura. Non va ricavata automaticamente dall’altezza totale del gioco.

Una torre può superare i tre metri di altezza complessiva e avere una piattaforma utilizzabile a una quota sensibilmente inferiore. Una struttura da arrampicata richiede invece una valutazione coerente con i punti effettivamente raggiungibili dall’utilizzatore. Per attrezzature dinamiche come le altalene entrano in gioco criteri specifici stabiliti dalle parti della UNI EN 1176 dedicate a quella tipologia di prodotto.

Il progettista, quindi, non dovrebbe misurare il gioco dal terreno al suo punto più alto per scegliere la superficie. Il valore corretto deve provenire dalla documentazione tecnica dell’attrezzatura e deve essere determinato secondo la norma applicabile.

È anche per questo che nelle schede tecniche delle strutture DelucArredi viene indicata l’altezza di caduta libera: il dato consente di collegare la scelta del gioco alla progettazione dell’area sottostante e alla superficie richiesta. Per approfondire il quadro generale della normativa è utile consultare anche la guida dedicata alla UNI EN 1176 per i parchi giochi pubblici.

Come si calcola l’altezza libera di caduta secondo la UNI EN 1176?

Parlare di “calcolo dell’altezza di caduta libera” può far pensare all’esistenza di un’unica formula matematica utilizzabile per qualsiasi gioco. In realtà il procedimento cambia in funzione della tipologia di attrezzatura e del modo in cui viene utilizzata.

Per una piattaforma sulla quale il bambino sta in piedi, ad esempio, il riferimento deriva dalla distanza tra la superficie che sostiene i piedi e l’area d’impatto. In altri casi il punto di sostegno del corpo può essere differente. Su attrezzature per arrampicarsi, oscillare o scivolare intervengono inoltre le indicazioni contenute nelle parti specifiche della UNI EN 1176.

L’altalena è un buon esempio. La UNI EN 1176-2 prevede un criterio specifico che considera la posizione raggiunta dal sedile durante il movimento; la misura, quindi, non corrisponde semplicemente alla distanza tra il sedile fermo e il terreno.

Per questo, nella progettazione di un parco pubblico, il procedimento corretto parte dalla scheda tecnica del produttore. L’altezza libera di caduta dichiarata per il modello viene utilizzata come riferimento per stabilire le prestazioni che la superficie sottostante deve possedere.

Se in uno stesso parco sono presenti più strutture, la verifica va effettuata sulle singole aree d’impatto. Non è necessario trattare tutto il parco come se avesse un’unica altezza di caduta: una piccola attrezzatura destinata ai bambini più piccoli può avere esigenze molto diverse rispetto a una torre da arrampicata collocata pochi metri più avanti.

Altezza libera di caduta e altezza critica: qual è la differenza?

È uno dei passaggi che crea più confusione nei capitolati.

L’altezza libera di caduta, spesso indicata anche con la sigla FHF, riguarda il gioco. L’altezza critica di caduta, o CFH, riguarda invece la pavimentazione.

L’altezza critica indica la massima altezza libera di caduta per la quale quella determinata superficie offre un livello adeguato di attenuazione dell’impatto. La prestazione viene verificata attraverso i metodi di prova previsti dalla UNI EN 1177.

Il rapporto da rispettare è semplice da comprendere: la pavimentazione scelta deve avere una prestazione adeguata all’altezza libera di caduta dell’attrezzatura installata sopra di essa.

Se una struttura presenta, ad esempio, un’altezza libera di caduta di 1,80 metri, una superficie certificata soltanto fino a 1,50 metri non è adeguata. Sarà necessario scegliere una soluzione la cui altezza critica copra almeno la quota richiesta dal gioco.

È proprio questa relazione a dover comparire con chiarezza nel progetto e nella documentazione tecnica, invece di limitarsi a prescrivere genericamente “pavimentazione antitrauma in gomma”.

Che cos’è il valore HIC di una pavimentazione antitrauma?

La UNI EN 1177:2024 disciplina i metodi di prova utilizzati per valutare l’attenuazione dell’impatto delle superfici destinate alle aree gioco. La prova può essere eseguita in laboratorio oppure direttamente sul posto e misura le accelerazioni sviluppate durante l’impatto. La versione attualmente in vigore è entrata in vigore il 1° febbraio 2024.

Tra i parametri utilizzati compare l’HIC, Head Injury Criterion, un indice che esprime la severità dell’impatto sulla testa. Nelle prove previste dalla EN 1177 vengono considerati sia l’HIC sia il valore massimo di accelerazione, indicato come gmax; i riferimenti utilizzati dalla norma sono HIC non superiore a 1.000 e gmax non superiore a 200 g.

Non si tratta di un valore che il progettista deve calcolare manualmente attraverso le dimensioni del gioco. La prestazione viene determinata mediante prove di impatto con una testa strumentata, lasciata cadere sulla superficie da differenti altezze. Accelerometri e apparecchiature di misura registrano la risposta della pavimentazione all’impatto.

Il risultato permette di stabilire fino a quale altezza il sistema offre le prestazioni previste. Da qui deriva l’altezza critica di caduta dichiarata per quella pavimentazione.

Per un capitolato questo dettaglio è determinante: chiedere soltanto una “gomma antitrauma da 40 mm” descrive una caratteristica geometrica del prodotto, mentre richiedere una superficie con prestazione adeguata all’altezza libera di caduta prevista identifica ciò che realmente serve al progetto.

Quanto deve essere spessa la gomma antitrauma?

Non esiste una tabella universale capace di associare automaticamente uno spessore a una determinata altezza di caduta.

Materiali, densità, geometria della lastra, stratificazione, supporto e sistema costruttivo possono modificare in maniera rilevante la capacità di assorbire l’impatto. Due pavimentazioni dello stesso spessore possono quindi avere prestazioni differenti, così come una soluzione più sottile può, in determinate configurazioni certificate, raggiungere un’altezza critica superiore rispetto a un prodotto più spesso.

Le schede permettono di vedere concretamente questa differenza:

Soluzione

Spessore

Altezza di caduta indicata

Gomma SBR

3 cm

1,00 m

Gomma SBR

5 cm

1,62 m

Gomma SBR

6 cm

1,90 m

Gomma SBR

7 cm

2,10 m

Gomma forata in caucciù

2,1 cm

2,60 m

I valori sono quelli riportati nelle rispettive schede prodotto DelucArredi e servono soprattutto a mostrare perché spessore e altezza critica non devono essere considerati equivalenti.

La piastrella SBR da 3 cm, ad esempio, riporta un’altezza di caduta di 1 metro, mentre la versione da 7 cm raggiunge 2,10 metri. Sarebbe però sbagliato utilizzare questi rapporti per costruire una formula del tipo “un centimetro in più corrisponde a una certa quantità di centimetri di caduta aggiuntivi”. Le prestazioni devono essere quelle certificate per lo specifico prodotto o sistema.

Per questo la categoria dedicata alle pavimentazioni antitrauma per parchi giochi riporta soluzioni con spessori e prestazioni differenti, da scegliere in funzione delle caratteristiche dell’area e delle strutture previste.

Gomma colata, piastrelle o erba sintetica: cosa cambia?

La scelta della superficie dipende dal progetto, dal sottofondo, dall’estensione dell’area, dalla manutenzione prevista e dal risultato estetico desiderato. Il principio tecnico rimane però lo stesso: la soluzione completa deve garantire l’attenuazione dell’impatto richiesta.

La gomma colata consente di realizzare superfici continue e può adattarsi con facilità a perimetri irregolari, disegni e combinazioni cromatiche. La prestazione dipende dal sistema utilizzato, dallo spessore degli strati e dalle caratteristiche dei materiali. Nei progetti che richiedono altezze critiche differenti è possibile dimensionare il pacchetto in funzione delle varie zone, purché le prestazioni previste siano documentate.

Le piastrelle antitrauma sono elementi prefabbricati disponibili in diversi spessori. Offrono il vantaggio di conoscere in anticipo caratteristiche e prestazioni del prodotto e possono rendere più semplice la sostituzione localizzata di una porzione danneggiata. Anche in questo caso, però, lo spessore riportato a catalogo non sostituisce la verifica dell’altezza critica.

Con l’erba sintetica il ragionamento richiede ancora maggiore attenzione. Il manto visibile rappresenta soltanto una componente del sistema: quando deve garantire una determinata capacità di assorbimento dell’urto può essere necessario associarlo a un sottofondo elastico o shock pad. La verifica deve riguardare il pacchetto nel suo complesso e le prestazioni dichiarate per quella specifica configurazione.

La scelta, quindi, non dovrebbe partire da una preferenza estetica per gomma, mattonelle o prato sintetico e soltanto successivamente cercare di adattarla al gioco. Conviene procedere nel senso opposto: conoscere prima l’altezza libera di caduta, stabilire la prestazione richiesta e confrontare poi le soluzioni capaci di raggiungerla.

Un esempio pratico: quale pavimentazione scegliere per una caduta da 1,80 metri?

Immaginiamo di dover installare una struttura multifunzione la cui scheda tecnica riporta un’altezza libera di caduta di 1,80 metri.

La prima operazione consiste nel verificare dove si sviluppa l’area d’impatto e quale superficie è richiesta in quella zona. A questo punto bisogna individuare una pavimentazione con una prestazione compatibile con almeno 1,80 metri.

Guardando, a titolo di esempio, i prodotti SBR presenti nel catalogo DelucArredi, una lastra da 5 cm riporta un’altezza di caduta pari a 1,62 metri e non sarebbe quindi sufficiente per questo caso. La versione da 6 cm riporta invece 1,90 metri e copre il requisito ipotizzato.

Il ragionamento diventa particolarmente utile in fase di computo. Se il progettista avesse previsto genericamente 5 cm di gomma senza verificare la prestazione, la voce di capitolato avrebbe richiesto una correzione successiva, con un aumento di materiale e di costo.

Moltiplicato per tutta l’area interessata, un centimetro aggiuntivo di spessore può significare una variazione economica tutt’altro che marginale.

Come si calcola l’area di impatto intorno al gioco?

La prestazione della superficie risolve soltanto metà del problema. Bisogna stabilire anche dove deve essere presente.

L’area d’impatto è la porzione di superficie che può essere raggiunta dall’utilizzatore durante una caduta. La sua estensione dipende dall’altezza libera di caduta e dalla tipologia di attrezzatura.

Per molte strutture statiche, la regola generale della EN 1176 prevede un’estensione minima di 1,5 metri quando l’altezza libera di caduta è compresa fino a 1,5 metri. Per altezze superiori la distanza aumenta e viene determinata secondo il rapporto previsto dalla norma; con 3 metri di altezza libera di caduta, ad esempio, l’estensione generale arriva a 2,5 metri.

Questo criterio generale non può però essere applicato indistintamente a qualsiasi attrezzatura. Altalene, scivoli e giochi caratterizzati da movimento forzato sono disciplinati anche dalle parti specifiche della UNI EN 1176 e possono richiedere geometrie differenti dell’area di sicurezza.

Nel caso di un’altalena, per esempio, conta il movimento del sedile e l’area si sviluppa soprattutto lungo la direzione dell’oscillazione. Per uno scivolo devono essere considerate anche le prescrizioni relative alla zona di uscita.

Per questo il dato più utile per chi redige il progetto rimane la planimetria tecnica fornita dal produttore, sulla quale dovrebbero essere già indicati ingombro, spazio minimo e area interessata dalla caduta.

Altezza di caduta e area d’impatto sono la stessa cosa?

No. La prima è una misura verticale, la seconda riguarda la superficie orizzontale da proteggere.

Una struttura può avere un’altezza libera di caduta relativamente contenuta ma richiedere un’area di sicurezza ampia a causa del tipo di movimento generato. È il caso delle altalene, dove il percorso del sedile produce uno spazio di utilizzo molto più esteso rispetto all’ingombro dei montanti.

Confondere i due valori può produrre due errori distinti nel capitolato: scegliere una pavimentazione con capacità di assorbimento insufficiente oppure acquistare la quantità corretta di materiale per metro quadrato ma distribuirla su una superficie troppo piccola.

Quando si consultano i giochi per parchi, è quindi utile leggere insieme altezza di caduta, ingombro e spazio minimo richiesto, anziché valutare queste misure separatamente.

L’HIC della pavimentazione va verificato anche dopo la posa?

La UNI EN 1177 contempla sia prove effettuate in laboratorio sia verifiche eseguite direttamente sul posto. Questo aspetto è particolarmente interessante nei progetti pubblici, perché la prestazione dichiarata per un prodotto e il comportamento del sistema una volta installato non dipendono esclusivamente dal materiale superficiale.

Supporto, modalità di posa, compattazione e condizioni effettive possono influenzare il risultato. La stessa EN 1176-1, nella versione aggiornata, include una procedura per confermare dopo l’installazione un adeguato livello di attenuazione dell’impatto.

Nei capitolati più articolati può quindi essere opportuno prevedere una verifica post-installazione, soprattutto quando la superficie viene realizzata in opera o quando il progetto presenta altezze di caduta significative.

Il controllo acquista importanza anche durante la vita del parco. Usura, irrigidimento dei materiali, degrado, spostamento di materiali sciolti e interventi di manutenzione possono modificare nel tempo le caratteristiche della superficie.

Qual è l’errore più frequente?

Una voce formulata come “fornitura e posa di pavimentazione antitrauma in gomma spessore 40 mm” può sembrare precisa perché contiene materiale e misura. Dal punto di vista della sicurezza, però, manca l’informazione che dà senso a entrambe: quale altezza libera di caduta deve coprire quella superficie?

La stessa criticità emerge quando viene scelto un unico spessore per l’intero parco senza aver prima confrontato le caratteristiche dei giochi. Una struttura bassa, una torretta e un’altalena possono presentare esigenze differenti; uniformare automaticamente tutte le superfici può significare sottodimensionare alcune zone oppure spendere più del necessario in altre.

Un capitolato tecnicamente più solido dovrebbe partire dalle prestazioni richieste, indicare il riferimento alla normativa applicabile e collegare la superficie alle altezze di caduta delle attrezzature previste.

Solo successivamente entrano in gioco materiale, spessore, colore, finitura e modalità di posa.

Come scegliere la pavimentazione antitrauma per un parco giochi

Il procedimento può essere ricondotto a una sequenza abbastanza lineare. Si parte dalle attrezzature e dalle rispettive altezze libere di caduta, si individuano le aree d’impatto e si stabilisce quale capacità di attenuazione deve avere la superficie in ciascuna zona.

A quel punto è possibile confrontare gomma colata, piastrelle, sistemi drenanti, erba sintetica con sottofondo elastico e altre soluzioni compatibili con il progetto, verificando per ciascuna la documentazione relativa alle prestazioni.

Questo metodo permette anche di costruire un computo economico più attendibile. La pavimentazione smette di essere una voce aggiunta alla fine del progetto e diventa parte integrante della scelta delle attrezzature.

Queste schede tecniche DelucArredi consentono di leggere altezza di caduta, dimensioni e spazio richiesto insieme alle caratteristiche delle diverse strutture. Una volta individuato il gioco, la sezione dedicata alle pavimentazioni antitrauma permette di confrontare le soluzioni disponibili sulla base delle prestazioni necessarie.

È un passaggio che conviene affrontare già nelle prime fasi del progetto. Conoscere con precisione l’altezza libera di caduta permette infatti di dimensionare correttamente superficie, quantità di materiale e costi, evitando modifiche in corso d’opera proprio sulla componente che, in un’area giochi, deve assorbire l’impatto quando serve davvero.

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