Parco giochi inclusivo e accessibile: due concetti da non confondere
Immaginiamo un parco con ingresso senza gradini, vialetti facilmente percorribili e una giostra accessibile alle carrozzine. Dal punto di vista dell’accessibilità sono stati compiuti passi importanti. Ma cosa succede se quella giostra si trova in una zona isolata, mentre tutti gli altri bambini giocano altrove?
È proprio qui che emerge la differenza tra accessibilità e inclusione. La prima riguarda la possibilità concreta di raggiungere e utilizzare uno spazio, eliminando gli ostacoli fisici. La seconda considera anche le relazioni, le occasioni di partecipazione e la possibilità di condividere le attività.
Un’area gioco accessibile non è quindi automaticamente inclusiva. Per raggiungere questo obiettivo, occorre distribuire le attrezzature in modo che i bambini possano incontrarsi, scegliere come giocare e partecipare secondo le proprie capacità. Una struttura utilizzabile da più bambini contemporaneamente, per esempio, può creare maggiori occasioni di interazione rispetto a un’attrezzatura destinata a un utilizzo esclusivamente individuale.
Questo non significa che ogni gioco debba essere adatto a qualsiasi disabilità. Sarebbe un obiettivo poco realistico, considerando la varietà delle esigenze motorie, cognitive e sensoriali. È più utile offrire esperienze di gioco diversificate, con attività che richiedono movimenti, abilità e livelli di autonomia differenti.
Il risultato è uno spazio pensato per accogliere le differenze, anziché trattarle come un problema da risolvere successivamente.
Parco giochi accessibile: cosa prevede la normativa italiana?
Quando un Comune progetta una nuova area giochi, deve considerare due aspetti: l’eliminazione delle barriere architettoniche e la sicurezza delle attrezzature. Sono ambiti collegati, ma regolati da riferimenti differenti.
Per l’accessibilità degli spazi pubblici, il D.P.R. 503/1996 rappresenta uno dei principali riferimenti normativi. Il provvedimento disciplina l’eliminazione delle barriere architettoniche e richiama, per le caratteristiche dei percorsi accessibili, le prescrizioni tecniche del D.M. 236/1989. Questi riferimenti aiutano a definire collegamenti, dislivelli, spazi di passaggio e condizioni di fruibilità, secondo quanto applicabile al progetto.
Sul fronte della sicurezza interviene invece la UNI EN 1176, che stabilisce i requisiti tecnici per le attrezzature e le superfici delle aree gioco. La UNI EN 1177 riguarda le prove per valutare la capacità delle pavimentazioni di attenuare gli impatti in caso di caduta.
Attenzione, però: un’attrezzatura conforme alle norme di sicurezza non è necessariamente inclusiva. Una struttura può essere sicura, correttamente installata e comunque inutilizzabile da un bambino con determinate difficoltà motorie.
Per questo, nella documentazione progettuale e nei capitolati di fornitura, conviene indicare requisiti di accessibilità precisi, senza limitarsi a richiedere genericamente giochi inclusivi. Le caratteristiche devono poter essere verificate attraverso schede tecniche, elaborati progettuali e controlli in fase di installazione.
Percorsi e pavimentazioni: i dettagli che fanno la differenza
Uno degli errori più comuni nella progettazione è concentrarsi sulle attrezzature e lasciare in secondo piano ciò che le circonda. Eppure, un gioco accessibile perde gran parte della sua utilità quando raggiungerlo diventa complicato.
Pensiamo alle pavimentazioni di un parco giochi. Una superficie in ghiaia o con elementi irregolari può ostacolare il movimento delle carrozzine, mentre un percorso continuo, stabile e sufficientemente ampio facilita gli spostamenti. Anche le superfici antitrauma devono essere valutate con attenzione: oltre ad assorbire gli impatti, devono risultare percorribili nelle zone destinate al transito.
La disposizione delle attrezzature è altrettanto importante. Occorre lasciare spazi di manovra adeguati, evitare passaggi troppo stretti e prevedere collegamenti diretti tra le diverse attività. Se per raggiungere una giostra bisogna attraversare un prato difficile da percorrere, l’accessibilità rimane soltanto teorica.
Un altro dettaglio spesso trascurato è l’altezza dei piani di gioco. Tavoli, pannelli interattivi e attività manipolative dovrebbero consentire l’avvicinamento anche da seduti, verificando lo spazio disponibile per le gambe e la possibilità di utilizzare comodamente gli elementi.
Infine, vale la pena considerare le esigenze sensoriali. Non tutti i bambini gradiscono ambienti affollati e rumorosi: zone tranquille e riparate, integrate nel parco, possono offrire occasioni di pausa senza allontanarsi completamente dagli altri.
Giostre, altalene e giochi inclusivi: come scegliere le attrezzature
Quali attrezzature inserire in un’area gioco inclusiva? Non esiste una combinazione valida per ogni progetto. Le scelte dipendono dalle dimensioni disponibili, dall’età dei bambini, dal contesto e dalle diverse possibilità di utilizzo.
Le giostre accessibili alle carrozzine rappresentano una delle soluzioni da valutare. A seconda del modello, possono prevedere piattaforme utilizzabili anche da bambini con mobilità ridotta, sistemi di accesso dedicati e spazi per la partecipazione contemporanea di più utenti. Prima della scelta, occorre esaminare attentamente le modalità di ingresso, posizionamento e utilizzo previste dal produttore.
Anche le altalene inclusive offrono possibilità interessanti. Le sedute contenitive, per esempio, possono garantire maggiore sostegno rispetto a quelle tradizionali. Non sono però universali: bisogna considerare le caratteristiche del bambino, l’eventuale assistenza necessaria e le indicazioni di sicurezza dell’attrezzatura.
Un parco ben organizzato dovrebbe comprendere anche attività meno impegnative sul piano motorio. Pannelli musicali, giochi tattili e strutture interattive installate a un’altezza raggiungibile permettono di coinvolgere bambini con abilità differenti.
La scelta migliore nasce dall’equilibrio tra attività dinamiche, esperienze sensoriali e opportunità di gioco condiviso, evitando di concentrare tutte le soluzioni inclusive in un angolo separato.
Per valutare le alternative disponibili, il catalogo DelucArredi comprende giostre per parchi e altalene per bambini con caratteristiche e configurazioni da esaminare in funzione delle esigenze progettuali.
Realizzare un’area gioco inclusiva con le soluzioni DelucArredi
Un parco giochi inclusivo funziona quando ogni scelta progettuale contribuisce a rendere l’esperienza più accessibile: dal percorso d’ingresso alla posizione delle altalene, fino agli spazi dedicati alle attività condivise. Per questo è utile valutare le attrezzature insieme alle caratteristiche dell’area, evitando interventi isolati che non risolvono le difficoltà di utilizzo. DelucArredi propone soluzioni per l’allestimento di parchi giochi e spazi ricreativi all’aperto, con diverse tipologie di strutture tra cui scegliere. Consulta il catalogo e contatta DelucArredi per individuare le attrezzature più adatte al tuo progetto, considerando accessibilità, sicurezza e opportunità di gioco.